
Il Presidente dell'Ente Cassa di Faetano Fabio Gasperoni
Buonasera,
Segretario di Stato, autorità, gentili ospiti,
sono molto lieto ed onorato di porgere a tutti voi a nome dell'Ente di Faetano e mio personale il benvenuto all'inaugurazione di questa mostra. Abbiamo sentito il dovere e la necessità di organizzare questa iniziativa per rendere merito ai tanti autori che hanno accolto l'invito rivolto alcuni mesi fa dall'Ente che rappresento per la realizzazione del Calendario BSM 2003. Da qualche anno infatti - e di questo dobbiamo rendere atto alla bella intuizione del Presidente della Banca di San Marino - il nostro calendario è stato dedicato alla Pittura.
Era un modo di contrassegnare con un'iniziativa di indiscutibile spessore intellettuale, anche il percorso di crescita, sia in termini economici che di presenza sociale del nostro Istituto di Credito. Nel Calendario del 2000 si è voluto offrire più uno sguardo esclusivo e in qualche modo inedito ai pittori sammarinesi più o meno conosciuti ma tutti portatori di una forte carica artistica e motivazionale.
Era nostro intento creare un canale privilegiato d'incontro con i cittadini attraverso un oggetto di uso quotidiano come appunto il calendario. Nel 2001 invece la scelta è stata monotematica, dedicata cioè alla pittura di Nicoletta Ceccoli, un'artista giovane, che per la freschezza della sua ispirazione poetica, per l'originalità del tratto pittorico e per la passione che sa infondere in ogni sua creazione, sta emergendo anche fuori dai nostri confini. In occasione dei 1700 anni di fondazione della Repubblica la BSM ha realizzato un altro progetto molto significativo: s'è voluto infatti celebrare questa importante scadenza ricorrendo al più noto artista sammarinese, Rosolino Martelli, che ha eseguito appositamente un quadro monumentale dedicato alla storia millenaria del nostro paese. L'opera è stata poi pubblicata e donata ai sammarinesi attraverso le pagine del calendario 2002. Nel frattempo era nato l'Ente Cassa di Faetano che aveva assunto dalla BSM tutte le finalità sociali e culturali che avevano affiancato e contraddistinto le operatività della banca sin dalle sue origini. C'è piaciuto raccogliere anche l'eredità del calendario e di mantenere questa sua caratteristica di momento di dialogo tra diversi soggetti: la banca, la gente, l'arte, e abbiamo voluto allargare i confini, sia aprendo il bando di concorso anche alle esperienze esterne, sia adottando una scelta tematica molto attuale: "La Globalizzazione", ovvero un tema, una definizione, una caratteristica della nostra epoca di cui tutti parlano e che entra in qualsiasi campo, dall'economia alla sanità, dall'alimentazione alla comunicazione. Confesso che non speravamo di avere così tante risposte, sembrava più una provocazione che una proposta, invece l'adesione è stata altissima, tanto che siamo sinceramente dispiaciuti che il calendario abbia solo 12 pagine perché sicuramente molti autori avrebbero meritato il premio. Per questo, come dicevo, abbiamo sentito il dovere di ringraziarli pubblicamente, e di rendere loro omaggio con l'allestimento di una mostra che fosse in grado di dare a tutti un'opportunità in più di contatto con il pubblico e con l'intero mondo della cultura. Un grazie sincero da parte dell'Ente Cassa di Faetano della BSM va inoltre alla Commissione Giudicatrice del Concorso, al suo Presidente, il Dr. Claudio Spadoni apprezzato critico d'arte e Direttore del Museo della città di Ravenna, alla Dr. Francesca Michelotti, Direttore del Museo di Stato di San Marino, e al Dr. Piero Bacciocchi, rappresentante dell'Ente Cassa di Faetano, ché il loro compito di selezionatori non è stato davvero né semplice né facile vista la qualità e l'originalità degli autori.
Un altro doveroso grazie va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra. Infine un grazie a tutti voi per essere qui oggi e per aver accolto così cortesemente e così numerosi l'invito dell'Ente Cassa di Faetano e della Banca di San Marino.

Il Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione ed Istituti Culturali Prof. Fausta Morganti
E' un'occasione questa che pone alla riflessione tutti quanti noi su un tema di indubbia validità e su cui è necessario poter svolgere tutte le nostre considerazioni.
La problematica che avete proposto, quella della globalizzazione, coinvolgendo non soltanto artisti sammarinesi ma anche molti artisti italiani, fa diventare San Marino, almeno per il momento, luogo di discussione e di confronto su di un tema certamente difficile cui quotidianamente tutti noi dobbiamo confrontarci, ma anche un tema che arricchisce la nostra vicenda umana sia personale che collettiva. Quello della globalizzazione è un argomento che proprio per la sua complessità implica anche forti conflittualità - lo sappiamo tutti - è spesso motivo di riflessione contrastante anche perchè, spesso, tende a nascondere l'ingiustizia e la diseguaglianza, credo comunque sia un fenomeno su cui è necessario riflettere e che porta in sè la possibilità di comunicazione, di un superamento di tante barriere culturali, che possa infine condurre ad un dialogo comune e ad un'importante conoscenza reciproca. Proprio per questa ragione credo che parlarne, descriverlo e sopratutto coinvolgere attorno a questo argomento un'iniziativa come quella dell'Ente Cassa di Faetano, che si svolge e s'inaugura questa sera, sia di grande significato per la nostra Repubblica, una Repubblica in cui, sempre di più in questi tempi, le banche, le fondazioni, svolgono o tendono a svolgere un ruolo di produzione culturale, facendo quindi capire che quello della cultura è un valore a cui tutti si possono avvicinare e che non deve essere soltanto prerogativa di poche persone. Ritengo che questo sforzo che gli enti e le fondazioni stanno facendo in questi anni sia davvero importante per la crescita complessiva della nostra Repubblica, credo che un'iniziativa come questa, quella del calendario, che, come diceva anche il Presidente della Fondazione, è un oggetto con cui quotidianamente noi avremo a che fare, e quella dell'allestimento della mostra delle opere di tanti artisti, possa dare un significato al lavoro che si fa riconducendo anche gli aspetti che di solito riguardano soltanto il campo dell'economia, o s'intende considerarli tali, ad un valore che può esser percepito in comune da tutti. Io ringrazio per questa opportunità che ci è stata data dalla Banca di Faetano di poter essere presenti, vi ringrazio a nome di tutto il Governo e auguro agli artisti, naturalmente il successo e per tutti noi auspico che possano esserci occasioni ulteriori di incontro e di dialogo.
Grazie.

Il Presidente della Commissione Giudicatrice, Dr. Claudio Spadoni
Credo che iniziative come questa inducano a qualche riflessione sul rapporto anche contemporaneo che gli artisti hanno instaurato o possono instaurare con quelli che un tempo si definivano i "committenti". Sappiamo tutti che in passato, la committenza era fondamentale, gli artisti lavoravano quasi esclusivamente dietro committenza e certamente si è detto con una certa frequenza che l'affrancarsi da questi obblighi di committenza avrebbe assicurato agli artisti una libertà, un'autonomia di lavoro che prima certamente non potevano neppure sognarsi. Questo certamente è stato uno dei possibili vantaggi di questo allontanamento dalla committenza ma è risultato poi alla lunga anche un gravissimo handicap e non a caso quando anche in età contemporanea, diciamo nell'ultimo secolo ci sono stati degli episodi abbastanza importanti di committenze pubbliche c'è stato sicuramente un grande fervore e un grande risveglio non solo di tutta la comunità artistica ma anche sono venuti degli stimoli che in altri momenti erano sembrati mancare agli artisti. Dico questo perché mi sembra molto importante che una banca riprenda questa consuetudine che è stata propria delle banche anche in passato. Certo, in passato le banche si identificavano con il titolare, il banchiere: noi abbiamo lungo la storia dell'arte degli esempi straordinari, illuminanti di questo rapporto formidabile che si è instaurato tra i banchieri e gli artisti, faccio un esempio per tutti: il caso dello Scrovegni e di Giotto, lo Scrovegni, un grande banchiere friulano che chiama Giotto, un artista ancora giovane nel 1300 ed era sicuramente il migliore artista allora sulla faccia della terra, lo chiama, intuisce le sue grandi capacità e gli affida un'opera che allora poteva sembrare anche un azzardo, la decorazione di una cappella fatta in memoria del padre, a risarcimento dei peccati del padre, ma il problema di fondo restava la capacità e la volontà di questo banchiere di indurre a chiamare un artista importante con tutta la sua cerchia ad un'impresa che si è rivelata poi col passare dei secoli sempre più importante, sempre più gigantesca, uno dei grandi capolavori della storia della Pittura. Oggi naturalmente la struttura delle banche è totalmente diversa da quella delle banche del passato, delle banche del trecento, poi della formidabile espansione che c'è stata delle banche sopratutto toscane e fiorentine nel secolo del Rinascimento, e sono state fondamentali proprio per stimolare la creatività degli artisti offrendo loro delle possibilità di esprimere il loro genio e da parte loro invece di acquisire delle opere fondamentali che son rimaste un patrimonio dell'umanità. Tutto questo che cosa significa? Una cosa molto semplice, che io credo siano da elogiare dei casi come questo, che una banca, un ente, un'associazione, ritorni a commissionare delle opere, non in maniera diretta, in questo caso attraverso un concorso ma restando sempre un luogo per coinvolgere un numero alto di artisti, per dare credito alla creatività... io credo sia ancora importante dar credito ai valori della bellezza. E' importante che una banca riprenda questa tradizione cercando di congiungere insieme il settore economico con quello propriamente culturale perché evidentemente le due cose, i due aspetti, i due momenti sono l'uno funzionale all'altro, anche a voler dare un giudizio puramente pragmatico e non chiaramente estetico. Credo che in questo caso il successo della manifestazione intanto sia stato assicurato dalla presenza, dalle adesioni presenti in gran numero degli artisti, ma anche della qualità complessiva delle opere che sono state presentate. La Commissione ha avuto veramente degli imbarazzi nella scelta e ha avuto forti dubbi nell'arrivare a quella che poi è stata la scelta finale, ciò significa non tanto una diversità di opinioni sui lavori che sono stati presentati ed una diversità di giudizio, quanto piuttosto un imbarazzo nell'escludere necessariamente una serie di opere che invece avrebbero meritato di essere premiate come le altre, questo però fa parte del gioco.
E' molto importante che dodici artisti siano stati giustamente premiati e rappresentino in qualche misura una sorta di modello al quale in futuro altre banche, altri clienti possano adeguarsi. Credo che le opere esposte, le opere scelte rappresentino molto bene quella che è la pluralità della situazione artistica di oggi, c'è la pluralità delle esperienze artistiche, dei modi d'intendere di vedere di fare cultura. Non ci sono state preclusioni di sorta, non si sono privilegiati alcuni orientamenti, alcuni linguaggi a scapito di altri proprio per tener conto, io credo necessariamente, di quella diversità di quella convivenza di esperienze anche diverse tra di loro che ormai da qualche decennio costituisce la realtà artistica del nostro tempo, e io credo che anche attraverso le dodici opere scelte, anche a trascurare le altre, si possa avere una sorta di campionatura di diverse vie che oggi la pittura ha imboccato. Penso che questa diversità di linguaggi possa essere comunque condotta a quell'unico tema di grande attualità che è la globalizzazione .
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